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Piangere fa bene?


Per quanto tempo ho trattenuto le mie lacrime, quanto spesso ho frenato in gola pesi che sembravano boli di cibo indigeribili.

Ogni lacrima che mi concedevo di far nascere era motivo di domande preoccupate, di interrogativi che non intendevano curiosare, ma soltanto assicurarsi di tenere sotto controllo l’incontrollabile.

Piangere.

Che cos’è che fa paura?

Ciò che impedisce, inibisce o rabbuia il cuore nei momenti del pianto o non pianto è il giudizio.


M’immagino già i consigli di massa: “sforzatevi di piangere di più” - Vedo gia quelli che si colpevolizzano perché non ci riescono.


Mai giudicarsi .


C’è stato un tempo, anche molto grande ed ampio, in cui ho avuto paura del pianto.

Ci sono stati giorni, in cui avrei desiderato sentire il volto completamente avvolto da quest’acqua salata.

C’è stato un giorno in cui ho dialogato con il pianto e oggi posso raccontarti questo dialogo.


Secondo il Taoismo, c’è un legame sottile tra l’energia riposta nelle lacrime e il cuore. Un legame che racconta come può una lacrima far bene al cuore.


Ti è mai capitato di piangere e sentire il cuore sollevato, leggero, ripulito?

A me si.

Non è una lacrima qualsiasi che fa bene al cuore. Anzi, piangere pensando alla propria sfortuna o lamentandosi di come le cose non sono andate secondo il verso che ci aspettavamo, insomma, il pianto versato sulla propria infelicità non è affatto utile al muscolo cardiaco.

Ogni secrezione del nostro corpo è preziosa, capace di miracoli.

Le lacrime sono vicine agli occhi, alla consapevolezza, al dolore, alla gioia, all’abbandono, all’amore; quante parole si racchiudono in poche gocce!


Il pianto che rivoluziona, che fa davvero bene è uno stato di commozione nei confronti della vita, delle persone che soffrono, un pianto libero e privo di giudizio nei confronti del proprio dolore.

Essere meno dura con me stessa, mi ha permesso di godermi le mie lacrime, piangere senza sentire alcun peso di quell'acqua, parlare e stare nella tristezza, nel dolore, nella gioia senza giudizio.

Ed è questo che ci chiede il nostro cuore.

Stare e sostare.



Morelli (medico, psichiatra e psicoterapeuta) dice: le persone che si commuovono creano una relazione più diretta tra il cervello e il cuore.






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